Emanuele Rubini sculptor presents CINDERELLA Cenerentola elegance shoe and sex-symbol artwork

CINDERELLA’S

ELEGANCE SHOE AND

 

SEX-SYMBOL SCULPTURE

 

CENERENTOLA

sculpture in black Belgian marble
50x40x18 cm
created by the Italian sculptor Emanuele Rubini

design by

Emanuele Rubini

sculptor
Presented in exclusive preview to

Foundation

Theatre Regio of Turin

link del filmato presentazione a Torino


11 Giugno 2011

in this photo Emanuele Rubini sculptor

CINDERELLA IS PRESENT

IN THE GREATEST COLLECTION OF SHOES IN VIRTUAL SHOE MUSEUM

Web link : VIRTUAL SHOE MUSEUM

virtual shoe museum


 

CINDERELLA

ELEGANCE SHOE AND SEX-SYMBOL SCULPTURE

- Cenerentola -

sculpture in black Belgian marble
50x40x18 cm

created by the Italian sculptor Emanuele Rubini

design by

Emanuele Rubini

Official Video Channel: http://www.youtube.com/SculptureSuper

info +39 3382323415

Il filmato della creazione è presente sul Canale Video Ufficiale:

The video of the sculpture can be seen on the video channel:

http://www.youtube.com/SculptureSuper

Per scaricare il video download link:

To download the movie of the creation link:

http://www.youreporter.it/video_CINDERELLA_ELEGANCE_AND_SEX_SYMBOL_SCULPTURE_E_Rubini_1

To see all the pictures of Cinderella link:

http://www.flickr.com/photos/emanuelerubini/sets/72157626879605909/

http://contemporanearteventi.blogspot.com/2011/06/cinderellas-elegance-and-sex-symbol.html

L’opera Cenerentola è stata ideata e realizzata per elogiare il made in Italy e la raffinatezza dei prodotti di lusso italiani che tutti nel mondo ammirano e tendono ad imitare. Cenerentola è un’opera unica che idealizza la scarpa, da sempre oggetto di desiderio di tutte le donne e simbolo della moda più ricercata. Cenerentola nella sua eleganza si presenta come un sex-symbol su una base-scrigno che mostra l’oggetto più prezioso. In questa scultura creata con dinamismo di equilibri e sottigliezze, la durezza del marmo nero del Belgio è trasformata in un fluido che, scivolando ricopre e materializza l’idea. L’occhio scorre sul tallone dal quale s’innalza al limite del possibile un nastro che allude all’allacciatura alla caviglia di un’immaginaria principessa. Con sembianze di serpente dalla coda tagliente, ammalia la donna e l’uomo accendendo in loro un desiderio di possessione. Striscia sinuosamente verso il basso mutando in petali o ali di farfalla che dolcemente accarezzano il piede. Il tacco vertiginoso dalla stupefacente sottigliezza a lama di coltello dà alla scarpa uno slancio sensuale e nello stesso tempo l’elemento metallico dona un tono aggressivo-trasgressivo spezzando le curve continue con la sua geometrica verticalità.

Cenerentola, un sogno irrealizzabile: impossibile da calzare !

The artwork Cinderella was conceived to give praise to products made in Italy and the elegance of Italian luxury products admired and even imitated all over the world. Cinderella is an unique work that idealizes the shoe as an object of desire for all women and a sought after symbol of fashion. Cinderella’s elegance also embodies a sex-symbol. It is set on a base-casket rendering the object more precious. This sculpture was created based on the dynamics of equilibrium and thinness, the hardness of the black Belgian marble is transformed into a fluid silhouette, where the idea becomes visible. The eye flows on the heel from where it raises to a ribbon that entwine the ankle of an imaginary princess. With resemblance to a snake for it’s sharp tail, it bewitches both a man and a woman triggering a strong yearning and desire. It sinuously crawls downward changing into petals or wings of butterfly that softly caresses the foot. The soaring heel with an amazing thinness like the blade of a knife gives a sensual rush and at the same time the metallic element gives an aggressive-transgressive breaking the continuous curves with its geometric verticality.

Cinderella, an unattainable dream: impossible to wear!

 

Cenerentola, chi sei oggi? Ti veggo così come l’Emanuele scultore

ti ha tratto dal mare di pietra, tra spuma nera di marmo, nel suo antro

di altre creature non ancor nate. Chi sei, se non un Italia del momento?

Da stivale a scarpa infradito di donna, opera al nero di virtuoso alchimista,

che dimostra d’esser profeta: di sventura? No, le Cenerentole trionfano.

Le cenerentole sono tutte per l’oro solare. Ella è l’Italia e tutto grava

sullo slanciato tacco che sale al cielo. Come a spiccar un volo

d’umana gente da salvare, di evangelica impresa.

Lampedusa, Lampedusa! S’ode il tuo sommesso canto sorgivo

dall’onde del libico mar arrossato di sangue. É una moda anche questa della guerra,

d’un contagio senza scampo? Verrà, sì, il Principe dei giusti,

questo forse vorrà dire il novello Emanuele della pietra a Torino dell’altro dei Savoia.

pensiero del ricercatore Gaetano Barbella

 

Self-taught sculptor, he works with the marble since 1997.

He participate at Italian and International Simposia

and important solo and group exhibitions in Italy.

His monumental works are in public and private collections in Italy.

The artworks of small and medium size are in private collections in

Italy, Spain, Germany, Lichtenstein, England, United States.

Born in Puglia, now he live and work in Carrara in Tuscany.

 

Scultore autodidatta dal 1997 lavora il marmo
partecipa a Simposi di scultura Italiani e Internazionali,
importanti mostre personali e collettive in Italia.
Le sue opere monumentali si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia.
Le opere di piccole e medie dimensioni si trovano in collezioni private in
Italia, Spagna, Germania, Lichtenstein, Inghilterra, Stati Uniti.
Nato in Puglia, vive e lavora a Carrara in Toscana.

Official Channel Video

http://www.youtube.com/SculptureSuper

http://www.youreporter.it/mio/emanuelerubini

http://www.emanuelerubini.com

 

e-mail:

forme.sculture@gmail.com

info +39 3382323415

Francesca Bianconi espone nella Fondazione Rodolfo Viola a Milano “La via dell’universalismo: la Milano che vorrei”

Qui il video dell’innaugurazione  su You Tube:

http://www.youtube.com/user/francescabianconi?feature=mhum#p/a/u/1/E32YA-tv35o

Francesca Bianconi con Rodolfo Viola

La Fondazione Rodolfo Viola presenta   “La via dell’Universalismo: la Milano che vorrei”

Musica, teatro, danza, pittura e scultura

Invito all’evento

di lunedì 21 Marzo 2011 dalle ore 18:30 alle ore 22:30

presso la Galleria Strasburgo 2, Milano FERMATA MM1 San Babila

 

Il Maestro Rodolfo Viola festeggerà il primo giorno di primavera

in occasione del 45° anniversario di attività della Galleria d’Arte Strasburgo.

“Un’ideale passeggiata nella Milano governata dagli artisti, in cui siamo tutti noi – re, poeti e musicisti – a partecipare alla creazione (…) E’ la mia Milano che torna a sorridere, la Milano in cui la pittura, la scultura, la letteratura, la musica e ogni altra espressione artistica devono poter essere sempre presenti per conferire all’uomo l’Io equilibrato che gli spetta per ragione superiore”

Rodolfo Viola

Rodolfo  Viola,  uno  dei  maggiori  esponenti  dell’arte  pittorica  italiana  e  fondatore  del  Manifesto dell’Universalismo,  è  l’unico  artista contemporaneo  a  vantare  una  prestigiosa  serie  di  francobolli emessi dalla Repubblica di San Marino, affiancato ad artisti come Tintoretto, Botticelli e Guercino.Titolare del premio internazionale “La Madonnina”, unico vero riconoscimento ufficiale che la città di Milano dedica a coloro che l’hanno resa famosa nel mondo. Da trent’anni è il pittore dell’America’s Cup. La sua opera “il mio Duomo” è stata scelta dalla Commissione del Duomo per celebrarne il VI centenario. Tre importanti monografie dedicate alla sua opera sono state curate dai critici internazionali André Verdet, Pierre Restany e Silvio Ceccato.

Esporranno inoltre gli scultori: Emanuele Rubini e Francesca Bianconi

Interverranno: Arnoldo Mosca Mondadori, i musicisti Alex Battini de Barreiro, Fabio Gianni, Gendrickson Mena, Piero Orsini, la violinista Eriko Sumi, la Compagnia “Il Teatro dei Gordi” costituita dagli ex allievi della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi.

L’introduzione della serata,  a cura del Presidente del Conservatorio di Milano “Giuseppe Verdi” Arnoldo Mosca Mondadori, verterà a chiarire i temi che hanno ispirato la serata: i principi del Manifesto dell’Universalismo, i 45 anni di attività della Galleria personale del Maestro Viola e la nuova Milano immaginata  dal  pittore.  L’idea  della  serata  nasce  dal  desiderio  del  Maestro  di  immaginare  la  città arricchita  dagli artisti e dalle loro creazioni, una città dove l’arte sia fruibile a tutti e sia presente in ogni luogo.

“Facciamo uscire dai meandri della città tutte le persone che, umiliate da cento poteri autoreferenti, possano con la loro fantasia e onestà contribuire a costruire quello che Milano merita: un rinnovamento  nel nome dell’arte e del libero pensiero”

Rodolfo Viola

Per info e contatti:

Chiara Viola +39.347.4337667

Tina Grieco +39.349.3214858

fondazione@rodolfoviola.it

www.rodolfoviola.it

L’esposizione dei dipinti del pittore Rodolfo Viola sono in permanenza nella Sua Fondazione,

ma questa mostra collettiva durerà fino al 15 aprile circa, con possibilità di essere prolungata.

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi (nome completo Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi; Ferrara, 8 maggio 1952) è un critico d’arte, politico, scrittore, personaggio televisivo e storico dell’arte italiano. Più volte membro del Parlamento e di amministrazioni comunali come quella di Milano, dal 30 giugno 2008 è sindaco della cittadina siciliana di Salemi.
Indice [nascondi]
1 Biografia
2 Carriera di critico d’arte
3 Carriera televisiva
4 Carriera teatrale
5 Curiosità filmografica
6 Carriera politica
6.1 Militanze politiche
7 Controversie
8 Condanne giudiziarie
9 Pubblicazioni
10 Citazioni nella cultura popolare
11 Note
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni
Biografia [modifica]

Si laureò in filosofia con specializzazione in storia dell’arte all’Università di Bologna e iniziò ad occuparsi di arte, diventando ispettore della sovrintendenza ai beni storici e artistici in Veneto. Ha insegnato per tre anni Storia delle tecniche artistiche all’Università di Udine.
Vittorio Sgarbi è celibe. Ha riconosciuto tre figli, dichiarando in merito: «Sono contrario alla paternità. Quella del padre non è una categoria a cui ritengo di dover appartenere. Ciò detto sono anche contrario all’aborto. Ci sono donne che hanno voluto figli da me, non io da loro perché non può esserci l’obbligo di diventare padre»[1].
Carriera di critico d’arte [modifica]

Parallelamente alla sua attività politica, continua ad occuparsi di arte, commentando in videocassetta alcune delle opere dei più importanti pittori e scrivendo numerosi saggi e libri specializzati. I titoli più rilevanti da lui pubblicati sono Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1984), La stanza dipinta (1989), Davanti all’immagine (1990, vincitore del Premio Bancarella), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996), Davanti all’immagine (2005), Ragione e passione. Contro l’indifferenza (2006), Clausura a Milano, Da Suor Letizia a Salemi (2008) (scritto con Marta Bravi).
Nel 2008 Sgarbi commise un atto di plagio intellettuale, copiando quasi testualmente, in una sua introduzione a un volume sul Botticelli, le frasi che la storica dell’arte Mina Bacci scrisse sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei «Maestri del colore» (Fabbri editore) nel 1964.[2]
Nel 2010 viene nominato Soprintendente della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare. La nomina è stata successivamente annullata dalla Corte dei Conti. Attualmente Sgarbi ricopre il ruolo di Soprintendente “ad interim” in attesa che il Ministero definisca la procedura per la nuova nomina.[3]
Carriera televisiva [modifica]

Sgarbi si affermò come grintoso personaggio televisivo (si è autodefinito “polemista”[4]) soprattutto come ospite della trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show, durante la quale alternava apprezzate lezioni d’arte a vivaci dispute verbali nei confronti degli altri ospiti.
Nel 1989 assurse all’onore dei rotocalchi quando augurò la morte al suo maestro Federico Zeri nel corso d’una puntata del programma di Costanzo. Secondo Sgarbi, Zeri ne aveva infatti preteso il licenziamento perché convinto della sua colpevolezza riguardo alle accuse della contessa trevigiana Pia Bressanin della Rovere. La Bressanin affermò che Sgarbi l’aveva indotta a consegnargli un quadro di Giovanni Agostino da Lodi (La cena di Emmaus) che il critico d’arte aveva riconosciuto nel Museo civico Luigi Bailo di Treviso, a cui la contessa l’aveva affidato anni prima. Secondo la donna, Sgarbi – allora funzionario alla Sovrintendenza ai Beni artistici e culturali del Veneto – le aveva rivelato che la tela era in pessimo stato e necessitava di un restauro; essendo però il costo dell’operazione assai alto, Sgarbi avrebbe convinto la nobildonna a vendergli l’opera. La contessa affermò di avere ricevuto da Sgarbi solo 8 milioni invece dei 25 pattuiti. L’accusa sosteneva inoltre che Sgarbi avesse taciuto l’intera operazione alle autorità competenti. Il critico da parte sua negò decisamente che vi fosse stata una sua qualsiasi omissione.
Negli anni novanta ha condotto la sua rubrica personale Sgarbi Quotidiani su Canale 5; famosa è la puntata in cui per protesta rimase in silenzio per 15 minuti (l’intera durata della trasmissione).
Nel 1998 fa un piccolo cameo nel film Paparazzi di Neri Parenti,dove interpreta il ruolo di se stesso.
Nel 2006 è membro della giuria nel reality show La pupa e il secchione su Italia Uno.
Ha avuto occasione di doppiare un personaggio dei Simpson: il gestore del banco “Il lancio degli anelli”, nella puntata “Bart Giostraio”[5].
Nel 2008 interviene nel documentario Il falso bugiardo di Claudio Costa, dedicato allo scrittore Luciano Vincenzoni che conobbe a Venezia tramite l’amico comune Goffredo Parise.
Nel 2010 è membro della giuria in due programmi: Il più grande (italiano di tutti i tempi), condotto da Francesco Facchinetti su Rai 2 e La pupa e il secchione, condotto da Enrico Papi e Paola Barale su Italia 1.
Carriera teatrale [modifica]

Nel 2009 ha iniziato una sua tournée teatrale dal titolo Sgarbi l’altro.
Nel 2010 ha dato vita a uno spettacolo teatrale con il pianista Nazzareno Carusi intitolato Discorso a due e dedicato agli Anni di Pellegrinaggio di Franz Liszt e alle opere di Michelangelo e Dante che ne hanno ispirato i maggiori capolavori. Culmine del Discorso a due è l’esecuzione del melologo ideato da Carusi giustapponendo alla sua esecuzione della lisztiana Fantasia quasi Sonata – Dopo una lettura di Dante la lettura da parte di Sgarbi dell’intero V canto dell’Inferno dantesco.[6]
Curiosità filmografica [modifica]

Vittorio Sgarbi ha doppiato il gremlin sapiente nel film Gremlins 2 – La nuova stirpe.
Carriera politica [modifica]

Sgarbi durante la presentazione della mostra “Arte ed omosessualità” a Milano, 9 luglio 2007
Politico spesso incline a cambiare schieramento (alcuni lo hanno definito “il più grande trasformista d’Italia”),[7] nel 1990 si candida senza successo a sindaco di Pesaro per il Partito Comunista Italiano.
Consigliere comunale PSI e sindaco DC-MSI di San Severino Marche
Qualche mese dopo diventa consigliere comunale di San Severino Marche (con il Partito Socialista Italiano) e quindi nel 1992 primo cittadino, sostenuto dalla Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale Italiano.
Deputato PLI (1992-94)
Sempre nel 1992 è deputato per il Partito Liberale Italiano nella XI Legislatura, eletto nel collegio di Cagliari[8]
Deputato di Forza Italia (1994-96)
Successivamente si avvicina al Partito Radicale di Marco Pannella, con cui sarà alleato nelle coalizioni guidate da Silvio Berlusconi nel 1994 e nel 1996. Nel 1994 è eletto deputato per Forza Italia, ma subito si iscrive al gruppo Misto. È Presidente della VII Commissione parlamentare (Istruzione).[9]
Deputato indipendente con la “Lista Sgarbi (1996-2001)”
Nel 1996 è eletto alla Camera per Forza Italia con il sistema proporzionale nella circoscrizione IX Friuli-Venezia Giulia. Si iscrive al gruppo Misto.[10]
Il 21 marzo del 1999 nasce il movimento I Liberal Sgarbi-I libertari, che nello stesso anno fa confluire in Forza Italia
Deputato di Forza Italia (2001-06) e Sottosegretario ai Beni Culturali nel governo Berlusconi II (2001-2002)
Nel 2001 Sgarbi viene eletto deputato nella quota proporzionale in Forza Italia, dopo aver perso la lotta per un seggio uninominale in Veneto. Diventa quindi sottosegretario ai Beni culturali dal 2001 al giugno del 2002. L’incarico gli viene revocato dal Consiglio dei ministri a causa di numerose polemiche e tensioni con l’allora ministro Giuliano Urbani, fra cui l’accusa di far aprire fuori orario i musei per consentire ai suoi amici di visitarli. All’accusa Sgarbi replicherà che il suo era da considerare un dovere ispettivo d’ufficio, senza che egli potesse essere accusato legittimamente di “interesse privato in atti d’ufficio”.
La lista Liberal-Sgarbi (2004)
Successivamente fonda in vista delle elezioni europee del 2004 la lista “Liberal Sgarbi”, che si allea col Partito Repubblicano Italiano ma che ottiene nelle consultazioni del 2004 solo lo 0,7% dei voti.
Candidato per la Lista Consumatori con il centrosinistra (2006)
Nel 2005 abbandona la Casa delle Libertà e passa all’Unione. Propone la propria candidatura in vista delle elezioni primarie della coalizione di centrosinistra, ma deve successivamente ritirarsi in base alla regola che vietava la partecipazione alle primarie a chi avesse avuto incarichi politici nelle ultime due legislature guidate da Berlusconi. Alle elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi con la Lista Consumatori che appoggia la coalizione di centrosinistra, senza essere tuttavia eletto.
Assessore alla cultura del Comune di Milano (2006-08)
Nel 2006 si candida a sindaco di Milano, ma successivamente stipula un accordo con la candidata della Casa delle Libertà Letizia Moratti, che prevede il ritiro della propria candidatura. Dopo la vittoria dell’ex ministro dell’istruzione, Sgarbi ottiene l’incarico di assessore alla cultura. L’8 maggio 2008 la nomina ad assessore gli viene revocata dal sindaco Moratti.[11]
Sindaco UDC-DC di Salemi (2008)
Il 30 giugno 2008[12], sostenuto dall’Udc, dalla Dc e da una lista civica di centro è stato eletto Sindaco del comune di Salemi (TP). Il 29 luglio 2008 il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso con cui l’animatore d’arte contestava il «licenziamento» dal Comune di Milano reintegrandolo, di fatto, nelle funzioni di assessore[13]. Il critico, tuttavia, con un comunicato, emanato il giorno successivo alla decisione dei giudici, si è spontaneamente dimesso dalla carica di assessore, risolvendo alla radice il problema della incompatibilità col ruolo di primo cittadino del comune belicino.
Tra le altre iniziative, nell’agosto 2008 Sgarbi ha proclamato Salemi “prima capitale dell’Italia tibetana”, per esprimere solidarietà nei confronti dei monaci tibetani e per condannare le ripetute violazioni dei diritti umani che essi hanno subìto ad opera della Cina.[14]
Su idea di Oliviero Toscani, assessore alla creatività del comune, Sgarbi ha avviato un progetto per salvaguardare il patrimonio artistico della città “vendendo”, al prezzo simbolico di 1 euro le antiche case di Salemi (in gran parte distrutte dal terremoto del Belice e oggi in stato d’abbandono) a chi voglia restaurarle e risiedervi. L’iniziativa mediatica avrebbe riscosso l’interesse di varie personalità come i coniugi Moratti, il cantante Lucio Dalla, il ministro Renato Brunetta, il giornalista Philippe Daverio. Il progetto, al di là della sua valenza artistico-culturale, mira anche a favorire gli afflussi del turismo e a creare nuovi posti di lavoro e il coivolgimento di numerose associazioni giovanili di Salemi.[15]
Il 28 dicembre 2008 Vittorio Sgarbi, ad Agrigento in occasione della presentazione di un suo libro, fu accolto da una accesa contestazione[16].
Il 2 febbraio 2010 Vittorio Sgarbi, coinvolto in un’indagine della Guardia Di Finanza sull’uso illecito delle auto blu, si dimette da sindaco di Salemi.[17]. Le dimissioni sono poi rientrate.
Militanze politiche [modifica]
Vittorio Sgarbi ha militato nella maggior parte dei partiti italiani:
Partito Comunista Italiano[18], che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
Partito Federalista[19], che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
Partito Repubblicano Italiano[20], con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
Lista Consumatori[21], con la quale si è candidato, per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
UDC-DC[22], alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
Movimento per le Autonomie[23] con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
Con Rete Liberal alle regionali 2010 del Lazio sostiene Renata Polverini
Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana[24].
Controversie [modifica]

Vittorio Sgarbi si è reso famoso anche per l’irascibilità che contraddistinse diversi diverbi, talora sfociati in aggressive invettive, con altri personaggi televisivi. Vi furono liti contro:
Mike Bongiorno – Durante una puntata di Telemike ci fu una lunga discussione, che presto degenerò in una lite verbale tra i due intrattenitori[25]. La discussione riguardava l’abusivismo, prendendo come pretesto l’eruzione dell’Etna che ai tempi travolse molte case definite dallo stesso Sgarbi come esempi di abusivismo edilizio. Bongiorno non era d’accordo con Sgarbi.
Roberto D’Agostino – Durante il programma di Giuliano Ferrara L’istruttoria[26]: in questa occasione, dopo essere stato provocato da Sgarbi che lo insultò e gli gettò addosso dell’acqua, D’Agostino gli diede uno schiaffo.
il Trio Medusa – Durante la trasmissione televisiva Le Iene, i tre inviati cercavano di contattare l’allora Sottosegretario ai Beni Culturali per discutere il suo assenteismo in Parlamento o altri comportamenti ambigui. La vicenda ebbe anche risvolti giudiziari: il 19 marzo 2002 Sgarbi comunicò di aver querelato i conduttori del programma, per diffamazione, richiedendo oltre cinquantuno milioni di euro di danni. Da allora il trio ha spesso a che fare con lui nei servizi (un loro libro, Culattoni raccomandati, ha preso il titolo da una frase di Sgarbi).[27].
Striscia la notizia e Valerio Staffelli – Sgarbi tirò il tapiro in testa a Staffelli che intendeva consegnarglielo. Un tentativo era già stato fatto alcuni giorni prima da Jimmy Ghione: Sgarbi reagì scaraventandolo per ben 4 volte e accusando Striscia di essere un programma vigliacco che scherza e fa satira contro la gente in pena; il tutto andato in onda come servizi di Striscia.
Milo Infante, nel 2006, nel corso della trasmissione Notti sul ghiaccio;
Alessandra Mussolini, nel corso della trasmissione La pupa e il secchione[28][29];
Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello, nel 2006, nel corso della trasmissione Buona Domenica;
Alessandro Cecchi Paone, all’interno della trasmissione Markette[30]; la polemica con Cecchi Paone ha riguardato la Chiesa cattolica e i rapporti di questa con il popolo omosessuale. Fino ad anni recenti, Sgarbi si è sempre dichiarato ateo e figura in una lista (costruita sulla base di dichiarazioni verificate) di non credenti del sito dell’UAAR; in un’apparizione a Markette, programma condotto da Piero Chiambretti, ha attaccato Alessandro Cecchi Paone per le sue critiche alla Chiesa ed arrivando a definirlo “ateo bastardo” ed “ateo fasullo”, pur ribadendo la sua distanza dal cattolicesimo[31]; più recentemente, in una puntata della trasmissione “Confronti” condotta da Gigi Moncalvo, Sgarbi ha invece dichiarato di “essere fiero di essere cattolico”, alla presenza dello stesso Cecchi Paone: la posizione di Sgarbi pare così essere diventata simile a quella cristianista e filo-cattolica.
Un’altra discussione tra Sgarbi e il popolare personaggio televisivo si è avuta nel corso del programma di Rai Uno Sabato, Domenica &… in un dibattito riguardante il caso di Eluana Englaro. Il critico ha cercato di far zittire Cecchi Paone, che lo stava interrompendo, urlandogli “Taci!” per ben 22 volte consecutive.
il popolo veneto in generale – nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagì violentemente dichiarando[32]:
« [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (…) Voglio fare un’Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo. »
Piero Ricca, il quale considerò illegale la presenza di Sgarbi in ambito politico a causa della sua condanna per truffa aggravata allo Stato quando era sovrintendente ai beni artistici della regione Veneto[33] e lo criticò anche per aver definito il magistrato anti-mafia Gian Carlo Caselli “verme infetto”[34]. Tutto questo innescò varie forti discussioni tra i due. Sempre a riguardo della questione “Gian Carlo Caselli” Sgarbi venne contestato da Piero Ricca perché nel 1995 su Canale 5 disse che il giudice Caselli era il mandante morale dell’omicidio di Don Puglisi. Per questo fatto venne condannato per diffamazione in primo e secondo grado, reato che cadde in prescrizione in cassazione.
Sandro Bondi – nel dicembre 2007 descrisse il politico Bondi, ospite in studio, come un incrocio tra Don Abbondio e Massimo Boldi, causando la sua replica stizzita in una puntata di Porta a Porta[35].
Paolo Guzzanti – nella trasmissione di La7 Tetris, il 9 maggio 2009, sollecitò l’on. Paolo Guzzanti a giustificare il motivo della sua rottura con Silvio Berlusconi. Sgarbi contestò quindi la risposta fornita dal suo interlocutore, provocandone una reazione veemente sfociata in uno scambio di invettive, urlandogli il termine “Vergognati” per 15 volte consecutive.
l’UAAR e i non credenti – nel novembre 2009, durante la trasmissione Pomeriggio Cinque, nella quale ricopre il ruolo di arbitro, copre di insulti la tesoriera dell’UAAR, definendo più volte lei e i giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ignorante come una capra[36].
Il 7 gennaio 2010 durante la trasmissione La vita in diretta su Rai Uno, durante una discussione sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche, rivolge pesanti attacchi all’associazone UAAR, accusandola di essere una associazione di zucche vuote e mettendo in dubbio la legittimità dell’esistenza della suddetta associazione[37]. Il 13 marzo 2010, durante un comizio elettorale tenuto a Lamezia Terme rivolge nuovi attacchi contro l’UAAR, definendo l’autore del ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo al Crocefisso nelle aule quel fesso di mezzo ateo che si è preso 5000 euro[38].
YouTube – nel gennaio 2010 diede mandato ai suoi legali di diffidare il sito di videosharing chiedendo di rimuovere immediatamente dal web “immagini fisse o in movimento di programmi video della Rai in cui compare Sgarbi”. In caso contrario verrebbe fatto ricorso al Tribunale per “violazione dei diritti di utilizzazione e sfruttamento economico dell’immagine” del critico, con la richiesta di una somma “non inferiore a 10 mila euro per ogni minuto o frazione di minuto di diffusione diretta o indiretta.”
Intanto una nota dalla RAI precisò immediatamente che ogni ospite, anche i politici, prima di partecipare alle trasmissioni firma una liberatoria cedendo così alla Rai i diritti anche per il Web.[39].
Condanne giudiziarie [modifica]

Condanna per diffamazione contro Caselli e Orlando (prescritta in Cassazione)
Il 7 aprile 1995 lesse al TG5 una lettera sui «veri colpevoli» dell’assassinio di Don Pino Puglisi, non rilevando le generalità essendo priva di firma ma attribuita ad un sedicente amico del sacerdote assassinato; la missiva accusava come mandante il procuratore Caselli e come sicario Leoluca Orlando.
« Fui più volte contattato da Caselli e dai suoi uomini [...] pretendevano accuse, nomi, circostanze… volevano che denunciassi la mia gente e miei ragazzi… che rivelassi cose apprese in confessione [...]. Caselli disprezza i siciliani, mi vuole obbligare a rinnegare i miei voti e la mia veste, pretende che mi prostituisca a lui. Più che nemico della mafia, è un nemico della Sicilia. Orlando è un mafioso vestito da gesuita [...]. Caselli ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio. Avrà raggiunto il suo scopo quando un prete impegnato nel sociale verrà ucciso [...]. Caselli, per aumentare il suo potere, ha avuto la sua vittima illustre. »
Secondo quanto riportato da Marco Travaglio, Caselli in vita sua non conobbe mai don Puglisi[40]. Per queste dichiarazioni Sgarbi è stato condannato per diffamazione in primo e secondo grado, ma è intervenuta la prescrizione prima della sentenza di Cassazione.[41]
Condanna per assenteismo e produzione di documenti falsi
Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi (per la richiesta di aspettativa per motivi di salute) e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto, e al tempo della sua partecipazione al Maurizio Costanzo Show Condannato a pagare un indennizzo di 700 mila lire, il critico d’arte si giustificò affermando che la sua assenza dall’ufficio dipendeva dall’impegno per la redazione d’un catalogo d’arte, e parlando di “arbitrio, discrezionalità e follia” a proposito della sentenza.[42][43][44][45]
Condanna per diffamazione aggravata contro Caselli e il pool di Milano
Il 14 agosto 1998, dopo la morte di Luigi Lombardini, in un’intervista a Il Giornale ne attribuisce la responsabilità alle «inchieste politiche di Caselli [...] uomo di Violante», in quanto «il suicidio di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell’azione di Caselli e i suoi» che «impudentemente frugano nella sua tomba [...] sul suo cadavere»; il 17 agosto, ignorando i ringraziamenti dell’avvocato di Lombardini per la correttezza tenuta da Caselli nella conduzione dell’interrogatorio nonché il positivo pronunciamento del CSM in merito, ne chiede «l’immediato arresto» nonché la «sospensione dal servizio e dallo stipendio». Alla successiva querela, l’intervistatore Renato Farina ed il direttore Mario Cervi scelgono il patteggiamento, mentre Sgarbi la via del processo; ad una delle udienze «non si presenta in Tribunale (a Desio) dicendo di essere a Bologna per un altro processo; il giudice telefona a Bologna e scopre che lì Sgarbi ha fatto lo stesso sostenendo di essere a Desio».[46] Per queste affermazioni nel 1998 verrà condannato dalla Cassazione per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli, oltre a 1.000 € di multa.
Vi è chi, di fronte a questo pronunciamento, ha sostenuto che la condanna sarebbe occorsa per aver Sgarbi definito le indagini “politiche”,[47] esercitando il proprio diritto di critica (Francesco Cossiga, Ettore Randazzo, Fabrizio Cicchitto e Niccolò Ghedini). Questa ricostruzione è stata contestata da Marco Travaglio, per il quale «criticare significa affermare che un’inchiesta è infondata, una sentenza è sbagliata. Ma sostenere che un PM e l’intera sua Procura sono al servizio di un partito, agiscono per finalità politiche, usano la mafia contro lo stato, non è criticare: è attribuire una serie di reati gravissimi, i più gravi che possa commettere un magistrato».[48]
Condanne per ingiurie contro Marco Travaglio
Il 1 maggio 2008, durante la puntata televisiva di AnnoZero,[49] Vittorio Sgarbi si rivolse al giornalista Marco Travaglio con insulti molto pesanti; Travaglio mentre parlava della “cacciata” di Enzo Biagi dalla RAI, Sgarbi lo interruppe continuamente, arrivando a pronunciare in una di queste interruzioni «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te…». Per questo motivo il 10 dicembre 2009 il Tribunale Civile di Torino condanna Sgarbi a 30.000€ di risarcimento per ingiurie e al pagamento delle spese legali.[50] Il giudice ha anche stabilito la pubblicazione della sentenza su ‘Repubblica’ e ‘La Stampa’.[51]
Il 6 ottobre 2010 è stato nuovamente condannato al pagamento di 35.000€, avendo rimarcato «Mi correggo. Travaglio non è un pezzo di merda. È una merda tutta intera» sulle colonne del quotidiano online La Voce d’Italia e due giorni dopo dagli studi di Domenica Cinque, il programma televisivo condotto da Barbara d’Urso.[52][53]
Condanna per diffamazione contro Roberto Reggi
Nel luglio 2009 Vittorio Sgarbi è stato condannato per diffamazione: la sentenza è stata proclamata dal tribunale di Monza. Il critico d’arte infatti insultò Roberto Reggi, il sindaco di Piacenza, dai microfoni di Rtl 102.5; il pubblico ministero aveva chiesto 4 mesi, ma la pena è stata poi inasprita a 6 mesi. Tuttavia grazie all’indulto la pena è stata sostituita da un risarcimento, da versare nelle casse del comune piacentino.[54]
Condanna per diffamazione contro Raffaele Tito
Nonostante la sopraggiunta prescrizione che ha “cancellato” il reato di diffamazione, il 26 maggio 2010 Sgarbi è stato condannato dalla Corte d’Appello di Venezia al pagamento di 110 mila euro come risarcimento al procuratore aggiunto di Udine ed ex pm di Pordenone, Raffaele Tito per averlo pesantemente diffamato nel corso di alcune puntate di “Sgarbi quotidiani” andate in onda su Canale 5 nel 1997. L’ammontare del risarcimento è stato ridotto di un quarto rispetto a quello stabilito in primo grado, in quanto per una delle trasmissioni incriminate Sgarbi è stato dichiarato non punibile. L’intero iter giudiziario è durato ben 13 anni in quanto i legali di Sgarbi, dopo la condanna di primo grado a un anno e un mese di reclusione intervenuta nel 2001, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale rilevando l’insindacabilità delle sue affermazioni in quanto all’epoca il critico era parlamentare; ma la Consulta rispedì gli atti al Tribunale rigettando l’istanza e dando il via libera al processo.[55]
Pubblicazioni [modifica]

Carpaccio – (1979, pubblicato anche negli Stati Uniti e in Francia)
Palladio e la Maniera – (1980)
Gnoli – (1983)
I capolavori della pittura antica – (1984)
Tutti i musei d’Italia – (1984)
Antonio da Crevalcore e la pittura ferrarese del Quattrocento a Bologna – (1985)
Carlo Guarienti – (1985)
Il sogno della pittura – (1985, premio Estense 1985)
Mattioli – (1987)
Rovigo. Le chiese. Catalogo dei beni artistici e storici – (1988)
Soutine – (1988)
Storia universale dell’arte – (1988)
Davanti all’immagine – (1989, premio Bancarella 1990)
Giovanni Segantini, i capolavori – (1989), Reverdito Editore
Il pensiero segreto – (1990)
Botero – (1991)
Dell’Italia. Uomini e luoghi – (1991, premio Fregene 1991)
Roma: dizionario dei monumenti italiani e dei loro autori – (1991)
Arturo Nathan. Illusione e destino – (1992)
Lo Sgarbino. Dizionario della lingua italiana – (1993)
Lezioni private – (1996)
A regola d’arte. Libri, quadri, poesie: nuove lezioni sul bello – (1998)
Alfredo Protti – (1998)
Aroldo Bonzagni. Pittore e illustratore (1887-1918). Ironia, satira e dolore – (1998)
Gli immortali – (1998)
La casa dell’anima. Educazione all’arte – (1999)
Notte e giorno d’intorno girando – (1999)
Giotto e il suo tempo – (2000)
Le tenebre e la rosa. Un’antologia – (2000)
Onorevoli fantasmi. Due anni di polemiche parlamentari – (2000)
Balthus – (2001)
Elogio della medicina di Jacovitti – (2001)
Percorsi perversi – (2001)
Giorgio De Chirico. Dalla Metafisica alla “Metafisica”. Opere 1909-1973 – (2002)
Il Bene e il Bello. La fragile condizione umana – (2002)
Il sogno della pittura. Come leggere un’opera d’arte – (2002)
Kossuth. Wolfgang Alexander Kossuth 1982-2002 – (2002)
La stanza dipinta. Saggi sull’arte contemporanea – (2002)
Da Giotto a Picasso – (2003)
Dell’arte e dell’amore. Gli ultimi giorni del Parmigianino – (2003)
La ricerca dell’identità da Antonello a De Chirico – (2003)
L’Odéo Cornaro – (2003)
Parmigianino – (2003)
Scaramuzza – (2003)
Un paese sfigurato. Viaggio attraverso gli scempi d’Italia – (2003)
Andrea Palladio. La luce della ragione. Esempi di vita in villa tra il XIV e XVIII secolo – (2004)
Dell’anima – (2004)
Gaspare Landi – (2004)
Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del Seicento – (2004)
Le ceneri violette di Giorgione. Natura e Maniera tra Tiziano e Caravaggio – (2004)
‘San Giuseppe con il bambino’ di Giovan Battista Piazzetta – (2004)
Un capolavoro di Rubens. L’adorazione dei pastori – (2004)
Aroldo Bonzagni – (2005)
Caravaggio e l’Europa. Il movimento caravaggesco internazionale da Caravaggio a Mattia Preti – (2005)
Catalogo generale delle opere di Vincenzo Napolitano. 1. – (2005)
Catalogo generale delle opere di Antonio Nunziante. 3. – (2005)
Davanti all’immagine – (2005)
I giudizi di Sgarbi. 99 artisti dai cataloghi d’arte moderna e dintorni – (2005)
Il ritratto interiore da Lotto a Pirandello – (2005)
Monteforte. Paesaggi della memoria – (2005)
Ragione e passione contro l’indifferenza – (2005)
Vedere le parole. La scrittura d’arte da Vasari a Longhi – (2005)
Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara dal Quattrocento al Settecento – (2006)
Clausura a Milano (e non solo). Da suor Letizia a Salemi(e ritorno) – (2008)
L’Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore – (2009)
Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri – (2010)
Citazioni nella cultura popolare [modifica]

Nel 1994 il gruppo pop-demenziale marchigiano dei Vincisgrassi citò Sgarbi nella canzone Terra mia. Riferendosi a San Severino Marche ove è stato sindaco per alcuni anni, il gruppo canta: “S’è fatto tardi, in piazza c’è Sgarbi/che spiega a tutti quanti come dipingono i Sardi”.
Jovanotti lo cita nel brano Ho perso la direzione (1992).
È citato dal rapper pugliese CapaRezza in un gioco di parole nella canzone Tutto ciò che c’è quando canta “vorrei sapere la mia lingua meno di Biscardi, criticare sgorbi disegnati da Sgarbi”.
È citato nella canzone del gruppo rap milanese Articolo 31 nella canzone Voglio una lurida (1994) nel passo “Mi sono rotto della magre bionde tipo la Barbie, delle maggiorate tipo quelle che si fa Sgarbi”.
Nel 1996 il gruppo di Bologna Gemboy cita Sgarbi nel brano Bambine Troie, tratto dall’album Orgia Cartoon nel passo:”…e non voglio esser polemico come Sgarbi, ma io alla vostra età giocherei con la Barbie!”.
I Pitura Freska, gruppo reggae veneziano, parla di lui nell’album Duri i banchi del 1993, nella canzone Ara che ben con le seguenti parole: “…de imatonii, de cassafati e de Sgarbi, no ghe ne ciava un casso a Skardy…”, Il passo in questione tradotto in italiano, starebbe a significare che al cantante della band, Skardy, non interessa nulla del pensiero della gente che lo circonda.
Viene citato da Fabri Fibra nella canzone Io non t’invidio: “Andiamo a prostitute ma c’è sempre Sgarbi: voglio anch’io essere famosi in mezzo a questi bastardi”.
Il personaggio Insulto Ingiuria della serie a fumetti Alan Ford è palesemente ispirato a Vittorio Sgarbi.[56].
Note [modifica]

^ Dichiarazione di Sgarbi alla Stampa di Torino. URL consultato il 09-08-2008.
^ La Repubblica
^ [http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/17-settembre-2010/sgarbi-nomina-illegittima-ministero-riapre-bando-1703778094184.shtml Il Corrire del Veneto: "Sgarbi, nomina illegittima il ministero riapre il bando"] URL consultata il 19-09-2010
^ Scheda su Camera.it per la XIV Legislatura (2001-2006)
^ Guida dei Simpson
^ Bresciaoggi.it – Nazzareno Carusi e Vittorio Sgarbi: un discorso a due
^ Intervista a Vittorio Sgarbi
^ Scheda su Camera.it per la XI Legislatura
^ Scheda su Camera.it per la XII Legislatura
^ Scheda di Camera.it per la XIII legislatura
^ Maurizio Giannattasio. «La Moratti silura Sgarbi, terremoto in Giunta», 08-08-2008. URL consultato in data 10-05-2008.
^ Vittorio Sgarbi sindaco a Salemi
^ Tar Lombardia
^ Sgarbi: “Salemi prima capitale d’Italia Tibetana” Marsal@.it
^ Il Corriere della Sera. «Sgarbi regala case a chi le restaura», 12 09 2008.
^ http://www.youtube.com/watch?v=dg_cb1Zhng4 Sgarbi contestato ad Agrigento
^ Il Corriere della Sera. «Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi», 02 02 2010.
^ [http://www.infomessina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1905:visita-a-sorpresa-di-sgarbi-a-messina&catid=40:news&Itemid=2
^ [1]
^ [2]
^ [3]
^ [4]
^ [5]
^ [6]
^ YouTube.com: registrazione del litigio tra Bongiorno e Sgarbi
^ YouTube.com: registrazione del litigio tra D’Agostino e Sgarbi
^ Corriere.it “Sgarbi querela Le Iene”
^ http://magazine.excite.it/news/134/SgarbiMussolini_insulti_in_tv
^ http://magazine.excite.it/news/184/MussoliniSgarbi_nuovo_round
^ YouTube.com: registrazione del litigio tra Cecchi Paone e Sgarbi
^ Estratto dalla puntata di Markette relativo al litigio Sgarbi-Cecchi Paone
^ Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta. Rizzoli, 2007, pg 164
^ Il video della discussione tra Sgarbi e Ricca su You Tube
^ Altro video della discussione tra Sgarbi e Ricca su You Tube
^ Tv.Repubblica.it: registrazione della lite tra Bondi e Sgarbi
^ Sgarbi contro l’UAAR a Pomeriggio Cinque
^ Sgarbi contro l’UAAR a La Vita in Diretta
^ Sgarbi attacca l’UAAR a Lamezia Terme
^ Punto informatico – Sgarbi: YouTube deve tacere
^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. pp. 201-202 ISBN 88-428-1395-8
^ Giancarlo Caselli, Un magistrato fuorilegge. Melampo, 2005. cap. 3 ISBN 88-89533-34-X
^ Sgarbi assenteista, condannato, Corriere della Sera, 1 luglio 1994
^ Sgarbi assenteista: seconda condanna, Corriere della Sera, 9 gennaio 1996
^ LA CONDANNA FA INFURIARE SGARBI ‘ QUEI GIUDICI SONO DA INTERDIRE’, Repubblica, 02 luglio 1994
^ «Intoccabili, in onda il 20 maggio 2007 su Raitre». Report.it.
^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. pp. 206-207 ISBN 88-428-1395-8
^ Articolo del 30 agosto 2006 su La Repubblica
^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. p. 207 ISBN 88-428-1395-8
^ O Bella Ciao – 1 maggio 2008
^ Insultò Travaglio ad Annozero, Sgarbi pagherà 30.000 euro Il Secolo XIX URL consultato il 30 gennaio 2010
^ Annozero: Sgarbi paghera’ 30mila euro per aver insultato Travaglio
^ Sgarbi condannato. Aveva dato a Travaglio della “merda tutta intera”
^ Ordinanza 6259/2010 del Tribunale di Torino
^ http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo455409.shtml URL consultato il 20/07/2009
^ http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=103803&sez=NORDEST URL consultato il 21.10.2010

fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi