Diploma presso l’Istituto D’Arte Paolo Toschi, PR, nella sezione Catalogazione dei Beni Culturali.
Laurea presso l’Accademia di Belle Arti, MS, nella sezione di Scultura.
2003: Biennale “Infieri”,di Accademia di Carrara, sez. Formatura.
2004: Estemporanea “Sculture in Piazza”, Piazza delle Erbe, MS
Collettiva “Visioni Plastiche”, Castello di Felino, PR
2005: Biennale “infieri”, Accademia di Carrara, sez. Scultura
2006: Collettiva “Il Mestiere della Scultura”, Torrita di Siena
2006/7: Collettiva “Marmo d’Arte a Firenze”, Parco d’Arte Pazzagli, FI (esposizione permanente)
Manifestazione d’Arte “Via Mascardi”, Sarzana (SP)
2007: Mostra Premio di Scultura “Città di Carrara”, Chiesa del Suffragio, MS
Biennale “Infieri”, Accademia di Carrara, sez. Scultura
Mostra di Fashion Design “Roba”, Museo di S. Caterina, Treviso (menzione di
Merito della giuria)
Festival d’Arte “Torano Notte e Giorno”, Torano, MS
2009: Pubblicazione di un catalogo contenente alcune opere recensite pubblicato
dall’Associazione Caleidoscopio, Massarosa, LU
Doppia personale “VALENTINAGREGORICSARAZUNINO” presso la Circoscrizione del comune di Carrara, MS
Collettiva di scultura “Terracotte del Po”, Mezzani Inferiore, RE
Collettiva di pittura “Boulevart”, via D’Azeglio, PR
2010: Collettiva “Boulevart” presso lo stabilimento Ikea, Parma
Collettiva “Eight”, Garage Bonci, Pietrasanta, LU
Valentina Gregoric nasce a Parma il 2 settembre 1983. Consegue il diploma presso l’Istituto d’Arte Paolo Toschi nonché presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara (MS), nella sezione di Scultura. Vive e lavora tra Parma e Carrara.
A partire dal 2003 ha partecipato a collettive di scultura nel territorio toscano ( tra le più importanti “Il mestiere della Scultura”, Siena; “Marmo d’ Arte a Firenze”) ed emiliano (“Visioni Plastiche”, Parma). Dalla collaborazione con l’artista Sara Zunino nasce la doppia personale “VALENTINA GREGORICSARAZUNINO” tenutasi nella città di Carrara.
Partecipa inoltre alla collettiva di design “Roba”, all’interno del Museo di S. Caterina, Treviso, in cui espone un abito di ispirazione retrò in plastica riciclata e stoffa.
Le sculture ed installazioni, entrambe polimateriche, affiancano la produzione di monili anch’essi creati nei materiali più disparati, quali stoffa, argento, ottone, pietre dure o materiali di riciclo.
STUDIO(Echi)
La composizione di nove fogli che a prima vista possono sembrare disorganici tra loro, sia come forma che per contenuto, rivelano ad un’analisi più attenta una volontà precisa che si cela dietro l’apparente ermetismo dell’opera.
Numeri ragionieristici e parole come “Capo”, “Geologo”su fogli da contabilità commerciale accanto a pagine di romanzo si mescolano in maniera apparentemente incoerente con stralci di anatomia umana e non solo, in un susseguirsi di apparizioni surreali dove le parole perdono il loro significato originario per farsi brusio di sottofondo.
I fogli incarnano, come testimoni muti, la fatale uguaglianza che lega ogni forma di vita, e che delicatamente ed in silenzio affiora nelle pagine dell’intelletto umano come un silenzioso “fantasma biologico”.
“La natura creatrice e sognante fa qui e là il medesimo sogno, e, se è lecito parlare di imitazione, questa non può essere che vicendevole.” Thomas Mann
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